Oink Oink…Buon Anno! – Articolo su Il Quartiere di gennaio 2014

peppa pig teatro prime date

Papà Al Centro – appunti sulla genitorialità per i lettori de Il Quartiere. Rubrica a cura di Massimo Zerbeloni – Mese di gennaio 2014

Buon 2014! Questo articolo è stato scritto durante le vacanze di Natale e non so voi…io in periodi come questo sono aggredito dal sonno arretrato e, al tempo stesso, dall’ansia di fare…l’idea di avere del tempo disoccupato dal lavoro mi fa immaginare sfracelli tipo sistemare la cantina ed il box, ordinare l’ultimo decennio di foto di famiglia, leggere un po’ di libri che strizzano l’occhio dal comodino…va beh, ognuno ha i suoi grandi sogni nella vita, no!? Ma io, come sostiene mia moglie, tendo sempre a sottovalutare le condizioni e sopravalutare le mie possibilità e la dura realtà, per chi ha due figli di 3 e 7 anni, è che durante le ferie non dormi più del solito e combini ancora meno.

Però i ritmi sono più lenti, si riesce a dedicare ai pargoli del tempo (e se così non è, se lo conquistano!) e ci scappa anche qualche minuto in più per una fugace riflessione…stamane Sofia ed Elia sono nei panni della maialina Peppa Pig e del fratellino George (attuali indiscutibili stars del mondo dei cartoni animati per piccini), stanno costruendo marionette a propria (porcella) immagine e mettendo in scena storie per altri immaginari bimbi-spettatori. Mi sento confortato dal fatto che tutto il merchandising pervasivo su questi (simpatici) maialini della tv (anche in casa nostra: tazze, albi, pupazzetti, figurine, ecc.) non annulli il piacere d’inventarsi propri giochi a tema ed usare creatività e fantasia per metterli in scena.

A proposito della famiglia Pig…sul blog on line del Corriere della Sera dedicato “alle donne che sopravvivono tra casa e lavoro” (http://27esimaora.corriere.it) è uscito il 29 dicembre un articolo, firmato tra l’altro da un bravo e noto scrittore, che ha scatenato un vivace dibattito intorno alla figura di Papà Pig, il padre dei due porcellini di cui sopra.

Scrive Paolo Di Stefano: <<La letteratura — scientifica, autobiografica e creativa — sulla paternità è un fiume in piena. A dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che è la figura paterna, evanescente e antiautoritaria, l’anello debole della famiglia (e probabilmente della società)>>. E ancora <<Papà Pig non sa neanche piantare un chiodo al muro. E quando vi si dedica, combina disastri sotto gli occhi divertiti dei bambini e fortunatamente all’insaputa della moglie, che si è allontanata. È l’esemplare del padre delegante (alla donna) anche in fatto di educazione: imbranato, affettuoso e giocherellone, non ne combina una giusta, ama saltare nelle pozzanghere come i due figli. I quali non trovano di meglio che ridere bonariamente al cospetto di tante imperizie. […] è lo specchio esatto, semplificato all’osso, degli equilibri familiari del nostro tempo. Ed è forse qui la ragione del suo successo. Una fenomenologia che nella vita produce spesso risultati nefasti, squilibri, nevrosi, sul piccolo schermo si risolve nel lieto fine e nella gioia di rotolarsi, tutti insieme, nel fango>>.

L’articolo è lieve, ma in effetti esprime giudizi. E vari padri si sono risentiti; nei commenti al post hanno contestato l’articolo e la rappresentatività del Signor Pig. Scrive un lettore: <<avallare questi stereotipi fomenta una discriminazione di genere tanto controproducente quanto quella contro le donne e che trova fondamento solo sul bieco pregiudizio. […] provate a raffrontare i compiti casalinghi e genitoriali mediamente assolti dagli attuali padri 30-40enni con quelli dei loro genitori maschi negli anni ’70-’80 e fate una piccola riflessione>>; un secondo lettore: <<perché non venite a vedere come tanti, tanti papà portano tutte le mattine i figli a scuola, vanno a lavorare e poi rientrano per portarli a danza, a pallacanestro, lavorano tutti i sabati e le domeniche e non sanno cosa sia FB o TW (e a volte vengono derisi per questo), ogni momento cercano di inventarsi come giocare con i figli mentre pensano a quadrare i conti…>>. Infine un terzo ribadisce: <<da diversi anni io, e molti miei conoscenti, ricopriamo ruoli all’interno della famiglia che sono lontani da quanto scritto nell’articolo […] una categoria come la mia, fatta di padri presenti e costantemente attenti all’andamento della famiglia>>.

Io il mio commento lo condivido con voi…io scriverei che il moltiplicarsi di letteratura e pubblicistica sul tema paternità (ed il fatto che un blog nato “al femminile” sia molto letto da uomini che pure sentono di “sopravvivere tra casa e lavoro”) mi sembra un elemento positivo che conferma come esista anche un maschile autoriflessivo, dialogico e in ricerca; proseguirei dicendo che parliamo di cartoni animati divertenti ed “intelligenti” e che Papà Pig è davvero simpatico e sicuramente pieno di difetti: non è un male per lui, come per noi, saperne ridere tra sé e coi bimbi stessi. Quanto alle piccate reazioni dei papà-lettori: per alcune mamme-lettrici rivela la “coda di paglia” di noi maschietti, io, più ottimista e “di parte”, direi che davvero qualcosa sta cambiando sotto il cielo della genitorialità. Ci sono dei padri che continuano ad essere imperfetti (come d’altra parte oggi rivendicano la loro imperfezione anche le mamme) e stanno inventando un nuovo paradigma, a fronte di un’accelerazione delle trasformazioni sociali e culturali negli ultimi 70 anni davvero impressionante, tale da rendere inadeguati i modelli di paternità tanto dei nostri nonni, quanto dei nostri padri. Per molti il quotidiano è fatto, volenti o nolenti, di presenza ed impegno in casa e coi figli, su un piano paritario con mogli lavoratrici quanto noi, cercando di valorizzare le specificità di genere, senza scimmiottare le partner/mamme, mettendosi in gioco e aspettandosi talvolta qualche riconoscimento per le tacche guadagnate sul campo.

Un’occasione di confronto su questi temi? Appuntamento per padri (e bimbi 2-6 anni per giocare prima insieme ai papà e poi tra loro e le educatrici, mentre i papà discutono) alla Cascina Cuccagna di Milano, via Cuccagna angolo via Muratori, sabato 25 gennaio dalle 10.00 alle 12.15. Per info ed iscrizioni al percorso (un appuntamento al mese fino a giugno) info@papalcentro.it e 3479684787.

OINK OINK…saluti e ancora Buon Anno Nuovo!

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