Ciao Papà…vi hanno fatto la festa? Auguri in ritardo (ieri il sito non andava!) e alcune riflessioni

Festa del Papà by Sofia“Papà Al Centro” fa gli auguri a tutti i papà, in questo 19 marzo 2014 che segna tradizionalmente la nostra “festa”.

Ed ha voglia di fare un po’ il punto dopo tre anni di questa progettualità nata in seno all’Associazione culturale PeACe – PEriferie Al CEntro e da noi due, soci fondatori, animata con passione e, diciamocelo, alcuni significativi riscontri.

L’Associazione è nata nel 2001 ed a motivare ed accomunare i suoi diversi interventi in ambito socio-culturale è stata, in estrema sintesi, l’idea di nuove centralità emergenti nello spazio della città e del discorso pubblico, fenomeni ed attori ancora poco conosciuti che valeva la pena illuminare e connettere, mostrando attenzione alle forme d’innovazione sociale e culturale che spesso muovono dalle periferie, dai margini e negli interstizi.

Dal 2010 l’Associazione in concomitanza con l’entrata nel mondo della genitorialità di tutti i propri soci, attiva percorsi a sostegno della genitorialità, con specifica attenzione ai primi passi dei padri ed all’opportunità di momenti d’incontro e confronto dedicati proprio al soggetto che c’appariva più “periferico” quando si parlava di famiglia e competenze nella cura dei figli.

Allora e poi nel tempo abbiamo avuto conferme che il sostegno alla paternità è un bisogno emergente su cui è necessario promuovere nuove risposte. Molte mamme denunciano la fatiche di crescere da sole i figli, di avere a fianco uomini impreparati. Laddove però i padri assumono le proprie responsabilità, il benessere che ne deriva per i figli e per le mamme è considerevole.

Le competenze paterne sono un plus irrinunciabile che è necessario promuovere e valorizzare per l’armonia delle famiglie e, noi riteniamo, delle comunità locali. Sostenere i papà e connetterli è per noi pienamente integrato in una logica d’azione che vede il bene delle singole famiglie indissolubilmente legato al benessere del territorio in cui queste vivono e che possono contribuire a rendere più e meglio vivibile, attivandosi.

Padri-risorsa positiva per sé, i loro bimbi e per la loro comunità. Per questo abbiamo avviato il Progetto “Papà al Centro” proprio sui temi della paternità attiva e responsabile oggi e sull’evoluzione che il ruolo paterno ha avuto nel rapidissimo volgere di due-tre generazioni.

La paternità è una “condizione umana” che – come per tutte le altre – riflette condizionamenti e influenze che concorrono a far sì che sia da ognuno vissuta e giocata “in dipendenza da/a seconda di” e quindi unica e irripetibile nelle sue manifestazioni. Condizionamenti e fattori che sono sia endogeni (cioè legati intrinsecamente a ciascuno) sia esogeni, cioè a dire esterni a noi e sui quali volente o nolente, talvolta poco si può fare per incidere e/o per fare in modo di poter contribuire a modificarli. E sono questi ultimi che poi, nel corso delle generazioni, creano modelli culturali, abitudini, dinamiche ecc. che incidono nei vissuti e nei comportamenti individuali. La paternità è certamente cambiata nel corso delle ultimi generazioni ed ha assunto delle caratteristiche e dei connotati sia positivi che negativi.

Più che sugli effetti forse è più interessante riflettere sulla cause di questo processo evolutivo e quindi sui fattori esogeni che hanno potentemente favorito i cambiamenti che sono sotto gli occhi di tutti. Senza alcuna pretesa di esaustività, due fattori tra i più incisivi sono certamente l’emancipazione femminile e la precarizzazione del lavoro sia nei contenuti che nelle forme. Il combinato disposto di questi due fattori ha generato poi una miriade di piccoli e grandi cambiamenti che hanno avuto forti impatti nei rapporti familiari, in quelli interpersonali, nei rapporti sociali ecc. ecc. E, per quanto qui ci interessa, nelle modalità con cui ogni uomo si gioca quotidianamente la partita della propria paternità. Entrambi i fattori stanno fortemente stressando l’immagine tradizionale di padre influenzandone (il più delle volte minandone) dalle fondamenta aspetti cruciali e – come in ogni momento di transizione – sono spesso le “novità negative” gli elementi che più colpiscono e preoccupano rispetto ai fattori invece che meglio permangono ai cambiamenti ed agli elementi di novità in positivo.

A parer nostro si è metà del guado, cioè a dire che l’uomo/padre 3.0 non è certamente più per moltissimi aspetti simile ai propri nonni, sempre meno ai propri padri ed è in cerca di un nuovo “modello di riferimento”. Si è appunto lungo un continuum (dalla figura tradizionale – severa, assente, lontana – di padre vs. una nuova figura paterna – meno severa, più presente, più prossima) e probabilmente occorreranno ancora molti anni prima che la transizione possa dirsi conclusa.

Cos’è oggi essere padri, dunque? Cosa fa il buon papà? Noi da tre anni stiamo facendo un bel viaggio intorno a questo tema che ci interroga in prima persona, avendo la fantastica opportunità di incontrare tanti “colleghi” attraverso le iniziative ed i gruppi di conversazione che promuoviamo come Periferie Al Centro/Papà Al Centro. Per le grandi domande, non abbiamo trovato grandi risposte, forse non le abbiamo davvero neanche cercate…abbiamo sempre invitato a rifuggire da chi offre facili ricette…lasciamoci piuttosto influenzare e “guidare” nel nostro “modus operandi paterno” quotidiano (fatto spesso di fatiche, sofferenze, rinunce) dall’incredibile forza che ci danno i nostri figli nel loro infinito amore, mettendoci in gioco, facendoci portare per mano da loro alla scoperta non tanto di cosa debba essere e fare un buon papà nel nuovo millennio, ma di cosa voglia dire “sentirsi  papà” per ciascuno di noi proprio adesso.

Stefano Florio e Massimo Zerbeloni – Associazione Periferie Al Centro (www.periferiealcentro.org & www.papalcentro.it).

 

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