Contesto familiare e programmi di vita. Il contributo di un nonno che la sa lunga…

altanOspitiamo le riflessioni teorico-pratiche di un padre/nonno, con tanti anni di lavoro come formatore e consulente alle spalle. Ci offre una chiave di lettura e ci provoca con alcune domande…Grazie Pippo Florio!

Riassumo i concetti essenziali di una teoria psicanalitica che è molto semplice da capire ed aiuta a comprendere sé stessi e a rendere buoni i rapporti con gli altri. Può essere utile a fare luce su aspetti particolarmente cruciali nei primi anni di vita familiare. Me lo ha chiesto mio figlio Stefano che da anni si occupa di paternità.

L’autore di questa teoria è Eric Berne (*) che l’ha chiamata “Analisi Transizionale” (AT):

1.        E’ un modello teorico che studia l’individuo all’interno del suo ambiente, cioè dell’ambiente in cui vive, attraverso i comportamenti auto-osservabili che manifesta.

2.        AT non è fatta di concetti ma di strumenti per comprendere le interazioni umane e per attuare il cambiamento di sé che si ritiene più opportuno.

La struttura della Persona ha queste caratteristiche sugli Stati dell’IO:

  1. Il genitore (G) rappresenta il mondo dell’appreso, regole, norme;
  2. L’adulto (A) rappresenta la parte del pensato, razionale e decisionale;
  3. Il bambino (B) rappresenta la componente del sentito e dell’emozione.
  4. Ognuno di noi possiede gli stati dell’IO
  5. Ogni stato si accompagna a manifestazioni
  6. Si passa velocemente da uno stato all’altro

Questi stati sono chiamati in causa tutte le volte che comunichiamo e creiamo una Transazione con l’Altro; lo studio di questi stati e delle interazioni con gli altri è, per l’appunto, l’Analisi Transazionale. E l’AT ci introduce anche al concetto del nostro “Copione di Vita”.

  • Le prime decisioni della nostra vita, ci hanno fornito un programma da seguire cioè un Copione di Vita nostro, adattato a quelle che riteniamo siano le richieste dell’ambiente.

•          La registrazione dei primi messaggi che ci arrivano dai nostri genitori ha provocato delle decisioni che condizionano nel corso della vita il nostro Copione.

•          Noi agiamo inconsapevolmente secondo il nostro Copione. Conoscere cosa ha determinato la stesura del nostro Copione aiuta a procedere secondo un nuovo modo e, cioè, a gestire in noi un cambiamento consapevole.

Il Copione di Vita si forma generalmente nei primi tre anni di vita influenzato dalle due figure genitoriali: il genitore dello stesso sesso influisce prevalentemente sullo stato A dell’IO, mentre l’altro influisce prevalentemente su G e B.

Ognuno di noi ha scritto la storia della propria vita. Cominciamo a scriverla alla nascita. Quando abbiamo quattro anni, abbiamo deciso le parti essenziali della trama. A sette anni abbiamo completato la storia in tutti i dettagli principali. Da allora sino all’età di circa dodici anni le abbiamo dato dei ritocchi e aggiunto qua e là qualche dettaglio. Nell’adolescenza poi abbiamo riveduto il copione, aggiornandolo con personaggi più aderenti alla vita reale. Come tutte le storie, la storia della nostra vita ha un inizio, un punto di mezzo e una fine. Ha i suoi eroi, le sue eroine, i suoi cattivi, i suoi protagonisti e le sue comparse. Ha il suo tema principale e i suoi intrecci secondari. Può essere comica o tragica, mozzafiato o noiosa, fonte d’ispirazione o banale. Ora che siamo adulti gli inizi della nostra storia sono al di fuori della portata della nostra memoria cosciente. Può darsi che a tutt’oggi non siamo consapevoli di averla scritta e tuttavia, in assenza di questa consapevolezza, è probabile che vivremo questa storia quale la componemmo tanti anni fa. Questa storia è il nostro copione.

Varie sono le domande da porsi al termine di questa breve riflessione. Cerco di elencarle senza entrare nelle questioni sociali ma solo tecniche:

  • Quanto è essenziale che i genitori siano persone di sesso differente?
  • Quando nella vita di oggi i genitori lavorano, i “sostituti” (es. tate, baby sitter) sono la stessa cosa?
  • Che importanza ha la qualità del tempo trascorso con il figlio rispetto alla quantità?
  • I nonni spesso sono presenti; per questo sostituiscono le figure genitoriali?
  • La figura di fratelli/sorelle maggiori che ruolo ha?

Sono solo alcune domande a voi le risposte. Aggiungo che in molti paesi si concede alla mamma la possibilità di stare a casa per i primi tre anni con salario ridotto. C’è un motivo?

Scrivete osservazioni o domande alla posta di nonno Pippo: gateitalia@libero.it

(*) Per approfondire: Berne, E. (2000) “Ciao E poi?”, Milano, Tascabili Bompiani; Berne, E. (2000) “A che gioco giochiamo? Milano, Tascabili Bompiani

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