E grazie anche ai papà inventori di storie! – Favola n.1/3 “Il Cavaliere abbronzato” (di Alberto Magnani)

Alcuni papà cominciano a mandare al sito le ricette di piatti che sperimentano per far felici i loro bimbi ed anche (perfettamente in sintonia con l’iniziativa di ieri “Me la racconti papà?”)  le storie che inventano per la buonanotte…bravi continuate a farlo (info@papalcentro.it) che a breve pensiamo a della pagine “dedicate”! 

Ecco qui la prima di tre belle storie che ci ha girato Alberto Magnani, papà amico e narratore…le mettiamo in rete che potrebbero farvi comodo stasera…o stimolarvi ad imitarlo, percorrendo nuove creative strade verso la buonanotte…

 

Il cavaliere abbronzato

Si racconta ancora oggi che al centro di una grande vallata, vi era un piccolo mulino. Nel quale vi abitavano papà Bruno, mamma Nerina ed il piccolo Beniamino. I tre avevano inoltre un particolare che li distingueva da qualsiasi altra persona che abitava in quella valle; erano sempre abbronzati, perché di giorno il mulino splendeva al sole e di notte brillava alla luna.

La mattina arrivava in fretta, papà Bruno e mamma Nerina cominciavano a frantumare il grano nel mulino per ottenere la farina. Mentre il piccolo Beniamino si preparava ad andare a scuola. Al suo ritorno, passava il pomeriggio, fingendo di essere un valoroso cavaliere, e con una spada fatta di legno s’immaginava di sconfiggere nemici e draghi che cercavano d’impossessarsi del suo castello.

Ma gli anni passavano e papà Bruno e mamma Nerina erano diventati anziani mentre il piccolo Beniamino era diventato un uomo. Questi, tutte le mattine andava nel bosco a cercare fragole, funghi, frutta e tanto altro da portare al suo papà e alla sua mamma per pranzo. Ma una mattina si accorse di un sentiero che non aveva mai notato prima, Beniamino decise di percorrerlo e camminando per ore, arrivò in un’altra grande vallata tutta grigia nel cui centro vi era un castello brutto e vecchio. Era talmente vecchio che sembrava cadere a pezzi, ed era anch’egli tutto grigio e sporco.

Beniamino decise quindi di andare a vedere se vi abitava qualcheduno. Arrivato davanti al portone bussò una volta, poi una seconda ed una terza, e finalmente qualcuno venne ad aprire, era un piccolo re tutto grigio, ed anche la corona era grigia e disse “- Chi è che bussa al mio castello arcobaleno?“-Sono io Beniamino disse “e soggiunse “- Arcobaleno? Ma è tutto grigio maestà!-“.

Il re rispose, “- adesso è grigio, ma un tempo questo era il regno dai mille colori e dove siamo noi ora era il castello arcobaleno, ma la strega fuligginosa, che era piena di gelosia, per la meraviglia di questa valle, ha fatto un incantesimo, trasformando tutto il regno in un unico colore grigio, cancellando per sempre i colori dell’arcobaleno.-“ Beniamino disse ”-Incantesimo!-“. “-Si proprio così.-“ Disse il re. E riprese “-Solo colui che riuscirà a ridipingere il castello fuori e dentro in un solo giorno, romperà l’incantesimo e verrà nominato cavaliere, ma è impossibile, molti ci hanno provato e non sono riusciti.

Ad un tratto a Beniamino vennero alla mente i ricordi e i giochi che faceva da fanciullo, e quel suo desiderio di voler essere un valoroso cavaliere, ma si rendeva conto che quel ricordo non era solo un sogno, era stato un desiderio che per tutta la vita si era portato dentro e finalmente era arrivato il momento di attuarlo.

Beniamino colmo di entusiasmo disse-“ Maestà ridipingerò io il castello, lo farò in un sol giorno e lo farò splendere al sole di giorno e brillare alla luna di notte, così romperò l’incantesimo. Comincerò tra due giorni” e se ne andò felice.

L’indomani mattina tornò al castello e per prima cosa costruì un mulino, poi raccolse tutto il grano possibile e ve lo portò.

Finalmente arrivò il secondo giorno e cominciò ad imbiancare il castello fuori e dentro. Ma il sole stava ormai per tramontare e non aveva ancora finito. Il re disse, “- il sole è quasi tramontato e il lavoro non è ancora terminato-“. Ma Beniamino gli rispose,”- non si preoccupi maestà, noi mugnai abbiamo un segreto e vedrà che finirò in tempo”. Con papà Bruno e mamma Nerina cominciarono a frantumare il grano nel mulino costruito vicino al castello e la farina volava da tutte le parti attaccandosi al castello fuori e dentro e cominciò a splendere al sole di giorno e a brillare alla luna di notte. La luce che rifletteva il castello era talmente luminosa che si poteva vedere dalle vallate più lontane.

Così Beniamino ruppe l’incantesimo e la vallata si ridipinse di mille colori. Il mantello del re e la sua corona ripresero il colore dell’arcobaleno. Il re pieno di gioia disse,”- Beniamino, poiché hai mantenuto fede alla tua promessa di ridare il colore dell’arcobaleno al castello in un sol giorno, io ti nomino cavaliere abbronzato della valle dei mille colori”-.

E la valle fu per sempre felice e colorata.SAM_2873

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