Favola n.2/3 “La principessa che non voleva lavorare” (di Alberto Magnani)

La principessa che non voleva lavorare.

C’era una volta, tanto tanto tempo fa, un regno molto povero, era tanto povero che il re decise di andare a lavorare con gli abitanti del suo reame e con tutta la corte del castello. Ma ahimè solo la principessa non voleva lavorare, eppure era una ragazza intorno ai vent’anni.

Diceva:” La principessa di un regno non deve lavorare, ma deve stare tra le stanze del castello a farsi servire e riverire dalla servitù.”

Il re rimase molto addolorato a queste parole e la notte non riuscendo a prendere sonno, camminava sconsolato per i grandi corridoi del castello con le mani dietro la schiena in attesa di qualche idea.

L’indomani mattina decise di convocare i sui tre fidati consiglieri.

Il primo disse”-Maestà ho io la soluzione a questo problema, inviterò a palazzo la nobildonna Francesca, pochi conoscono la sua storia, di come sia diventata ricca e potente.”

-Bene bene!!-” disse il re fregandosi le mani, e soggiunse “-fatela venire qui oggi stesso!-”

Passarono poche ore ed ecco scendere da una grande carrozza una signora con vestiti bellissimi e splendidi e gioielli che pendevano da ogni parte.

Il re spiegò alla nobildonna il motivo della sua venuta al castello, e fece chiamare la principessa. Ma questa scese dalle stanze reali sbuffando e borbottando qualcosa come -“Ma chi è che mi disturba nel bel mezzo del mio riposo.”

Il re disse –“La nobildonna Francesca è venuta fin qui da lontano per parlarti mia cara.”

-“ E allora che parli. ” Sbuffò la principessa.

E la nobile signora cominciò a raccontarle di quanto era stata dura e ingiusta la sua vita quando era ragazza, di come in quel periodo rimase orfana e capì che non serviva a nulla starsene chiusa in casa ad aspettare che la vita venga a darti ciò che vuoi, ma che bisogna alzarsi e andare a prendersi da soli ciò che si vuole.

Ma la principessa era annoiata, e correndo su per le stanze reali disse –“non disturbatemi più, La principessa di un regno non deve lavorare, ma deve stare tra le stanze del castello a farsi servire e riverire dalla servitù.”

Ahimè il re fu ancora più sconsolato, ma il secondo consigliere disse –“Maestà, su col morale, chiamerò al castello mastro Ottavio, è l’uomo che possiede le conoscenze di tutte le filosofie e di tutte le scienze dell’universo, e vedrete come appassionerà la principessa, tanto che alla fine vorrà imparare e mettere in pratica ciò che avrà appreso.”

-Ah! Bene, Bene!-“ Gridò di gioia il re, saltando per la stanza come un cerbiatto.

Così l’indomani mattina mastro Ottavio entrò nel salone regale del castello, era un omino basso di statura, i capelli bianchi e poteva avere una settantina d’anni. Dietro di lui lo seguiva un ragazzo che tirava un carretto pieno di libri.

Quando arrivo la principessa, questa cominciò a sbuffare e a borbottare . “-Ma chi è che mi disturba mentre stavo finendo di pettinarmi.!-”

Mastro Ottavio si presentò. –“ Io sono il maestro dei maestri, conosco tutte le filosofie e le scienze, tutta la matematica e la geometria, tutta da quando è stato creato il mondo fino ad oggi, ho girato il mondo ho visto luoghi e culture che nessuno conosce, conosco tutte le lingue del mondo e sono qui per insegnargliele principessa. Le farò assaporare il suono del pennello sulle tele, le farò accarezzare lo scalpello sulla roccia mentre da vita ad una scultura, la farò appassionare di verità nascoste di libri mai letti, e lei stessa diventerà arte della sua arte e lavorerete con passione.”

Ma la principessa scoppiò a ridere divertita, e rivolgendosi al re disse. –“ La principessa di un regno non deve lavorare, ma deve stare tra le stanze del castello a farsi servire e riverire dalla servitù.” E intanto salì, ancora ridendo, per le stanze reali.

Il povero re era davvero infelice, ma non rimaneva altro che l’idea dell’ultimo consigliere, il quale disse –“ Mio re, porterò qui al castello tutti i pittori, scultori, musici, poeti, ed ogni esperto d’arte con i loro capolavori. Di fronte a tanta bellezza, la principessa non potrà che innamorarsi e chiederà lei stessa di imparare a fare opere meravigliose.”

Il re disse –“ Ma siete sicuro che funzionerà?”

-“Certo che sono sicuro, andrà benissimo state tranquillo Maestà!”

Quindi la mattina seguente il salone del castello fu gremito di artisti che provenivano dai regni più lontani con opere meravigliose. Infatti c’erano sculture che sembravano vive dalla gran bellezza e perfezione con le quali erano fatte, vi erano dipinti di paesaggi stupendi, sete e tessuti venuti da ogni parte del mondo, e fiori e avori lavorati con ogni minimo particolare che li rendevano magnifici, strumenti musicali con suoni delicati e gioielli, smeraldi e bronzi e quant’altro.

La principessa al vedere questi capolavori rimase senza fiato e con passo lento scese nel salone. Cominciò ad accarezzare le sculture e ammirare i quadri, girava su se stessa a braccia aperte inebriata dai profumi dei fiori e dalla luce dei cristalli, poi tornò al fianco del re suo padre e disse –“ padre, voglio tutto, è un regalo stupendo per me.” Ma il re disse, – “Mia cara questi non sono doni per te, non sono altro che un esempio di arte che potrai apprendere e far rivivere se lo vorrai.”

La principessa andò su tutte le furie ed esclamò –“ cosa? Io apprendere queste opere, non sono uno scultore o una pittrice o cos’altro”.

E riprese –“ La principessa di un regno non deve lavorare, ma deve stare tra le stanze del castello a farsi servire e riverire dalla servitù.” E sbuffando andò via.

Mentre tutti uscivano, in fondo al salone si sentiva qualcuno che rideva.

Il re arrabbiato disse –“chi è che osa burlarsi di me?”

E venne fuori un ragazzino di dodici o tredici anni, magro , sveglio, spettinato, che avvicinatosi al trono, continuava a ridere.

Il re lo interrogò –“che hai tu tanto da ridere ?”

Il ragazzino disse –“Tu re vuoi convincere la principessa a lavorare, ma non è questo il modo, lascia che porti la principessa con me nel regno per tre settimane e vedrai che al suo ritorno sarà diversa e vorrà lavorare.”

Il re disse seccato –“ Ma come osi tu rivolgerti così al tuo re ! Poi la principessa non verrà mai con uno come te.”

Il ragazzo disse –“tre settimane e la principessa lavorerà. La porterò a vivere nel regno, le farò vedere dove dormiamo e cosa mangiamo, le farò vedere una realtà che non conosce, qui al castello è coccolata, viziata, annoiata, ha tutto quello che vuole con un sol ordine.” E riprese –“ tre settimane caro re”

Ovviamente la principessa cominciò con i soliti discorsi capricciosi e lamentosi, ma il ragazzino fu abile nel dissuaderla e la convinse.

Il primo giorno fu sconvolgente per la principessa. Incontrò gente povera un po’ dovunque, il cibo non le era di gradimento, il letto non era a baldacchino come il suo, ma un materasso normale, nessuno che la servisse, non c’era la servitù ad aiutarla a vestirsi.

E intanto i giorni passavano e piano piano incominciava a fare amicizia con la gente del posto. Un giorno però accadde un fatto strano, una bambina sorrideva vedendo i suoi grandi orecchini dondolare. Il ragazzino le disse –“principessa, donagliene uno.” Ma questa atterrita si rifiutò. Ma poi ripensandoci gliene diede uno e subito la piccina le ricambiò un gran sorriso.

Con grande sorpresa, la principessa sentiva nel suo cuore una grande pace, come se si fosse aperta una finestra sempre chiusa ed ora entrava più luce. Cominciava a capire che donando ciò che aveva poteva fare felici gli altri. Quindi una mattina si tolse i suoi vestiti sontuosi e indossò quelli della gente comune e si sentiva come gli altri intorno a lei. Cominciò a parlare e lavorare con le persone, e il suo cuore traboccava di gioia, era piena di voglia di fare, di giocare con i bambini e di stare con la gente, tutti le volevano bene e i suoi occhi erano pieni di felicità.

Ma le tre settimane erano finite, e la principessa e il ragazzino tornarono al castello.

La principessa fu felice di riabbracciare il re suo padre e disse –“ oh padre, mi siete mancato tanto, ma vedete ho scoperto la felicità, non sono mai stata più felice di adesso, voglio lavorare, voglio vivere con le persone del regno e aiutare quelli che hanno bisogno. Resterò si la principessa, ma sarò una principessa felice che renderà felici gli altri.

E così fece.

E il regno diventò uno dei regni più felici del mondo.SAM_2868

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