Progettualità

10462985_712443288791850_3811154709816076369_n“Papà Al Centro” è uno slogan, un gruppo promotore ed una progettualità attiva dal 2010 grazie a Massimo Zerbeloni e a“PeACe – Periferie Al Centro”, associazione milanese costituita nel 2001 da un gruppo di giovani, interessati ad occuparsi di quanto “periferico” dandogli il giusto risalto, con riferimento agli spazi ai margini della città, ma anche ai temi meno consueti nell’opinione pubblica, costruendo occasioni di confronto e lavorando in rete con altri attori in chiave di sviluppo comunitario locale, anche in contesto urbano.

Quei giovani, diventati genitori, avviano a partire da esperienze personali un percorso sulle gioie e le fatiche di essere padri, in tempi particolarmente difficili e senza che i modelli di riferimento attinti dal passato siano oggi molto spendibili. L’Associazione vuole supportare, ancora una volta, chi risulta più ai margini, in questo caso rispetto al contesto familiare, chi è meno supportato dai servizi e riceve meno attenzioni.

Vengono così attivate, venendo incontro ad esigenze di giorni ed orari “conciliabili” iniziative e percorsi che permettono ai padri riflessione e condivisione in relazione alle loro aspettative ed esperienze, momenti di gioco coi propri bambini, eventi con tutte e tutti gli attori della scena familiare e comunitaria. Ci piace pensarci insieme cittadini e genitori attivi e responsabili, convinti che l’impegno di cura nella famiglia e nella comunità locale diano soddisfazioni, si rinforzino vicendevolmente e siano valore testimoniale importante davanti ai nostri figli.

Non abbiamo ricette per diventare bravi papà, ci piace l’idea che possiamo essere affettuosi e giocosi (come non sempre i nostri nonni e genitori potevano permettersi d’essere), ma certo non si risolve qui il nostro mandato. Ci piace interrogarci sui molti cliché rispetto alla maschilità o alla definizione di sé solo attraverso la dimensione lavorativa di molti uomini. Che poi oggi ci sono uomini che restano un giorno con l’altro senza lavoro, ma non sono meno uomini e nel caso meno padri, anzi…

Vogliamo essere sponda per i padri che vivono in famiglia e per quelli che non vivono la quotidianità coi loro bimbi, perché papà separati; per tutti i padri che ci provano a prendersi degli spazi e dei tempi per vivere appieno un momento trasformativo potente nella loro storia personale. Vogliamo aiutare i papà a far valere i propri diritti sul posto di lavoro e sfruttare ogni opportunità per stare coi loro piccoli, sostenerli nello sforzo di bilanciare i carichi del “secondo lavoro”, quello domestico e della cura, con le proprie compagne, senza perdere le proprie specificità nell’interpretare i ruoli.

La conciliazione dei tempi di vita e di lavoro è un problema degli uomini quanto delle donne, così come il tema della violenza tra le mura di casa o le notizie dai media sugli ormai frequenti “femminicidi”. “Di casa” in tutti noi la violenza, ma un conto è riconoscerla e gestirla, un altro agirla. E noi non siamo quegli uomini lì…

Tra le attività realizzate a Milano ed hinterland:

  • i percorsi d’incontri “Da padre a papà, da coppia a famiglia” [ex L.R. 23/99; 2010-11], “Papà Al Centro!” [ex L.R. 23/99; 2012-2013], Papà Al Centro – Incontri e giochi per padri e figli” [con Altrotempo/Diapason in Cascina Cuccagna];
  • le collaborazioni negli appuntamenti “Me la leggi papà?” [2013] ed “Incontrarsi nella paternità” [2013];
  • gli eventi e la mostra gioco interattiva “Nella pancia del papà”, curata da Alberto Pellai nell’ambito del progetto “Padri attivi per famiglie e comunità responsabili” [ex L.R. 01/08; 2012-2013]

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